Auditorium "Modernissimo"
Il teatro

Verso la fine del 1934 il cav. Francesco Moscheni, da alcuni anni residente a Torino, ma originario di Nembro, decise di far erigere a proprie spese un “grandioso fabbricato” da adibire a sede dell’Opera Nazionale Balilla (O.N.B.) e opere assistenziali.

Del progetto fu incaricato lo studio dell’ing. Luigi Bergonzo di Bergamo. La concezione dell’edificio è concordemente attribuita al figlio Alziro,  già vincitore nel 1932 del concorso per la Casa del Balilla di Bergamo, attuale Piazza della Libertà.
I lavori, assegnati all’imprenditore Morosini di Nembro, presero avvio nel giugno 1935 e fu inaugurato il 17 maggio 1936.
Sulla facciata principale fu usato intonaco rosso modulato mediante stilature bianche che formano dei rettangoli. Gli altri fronti, invece, erano intonacati di bianco ed il contrasto cromatico che si veniva a creare con quello principale rimarcava con forza la gerarchia esistente fra i lati dell’edificio, sottolineando la funzione pubblica e di rappresentanza della facciata.

Gli archi, motivi ricorrenti nelle costruzioni progettate dal Bergonzo, furono costruiti in mattoni intonacati ad imitazione del rivestimento in Marmo bianco di Zandobbio.
L’essenzialità e la misura con cui sono trattati questi elementi di derivazione classica, cioè arco e trilite, conferiscono agli stessi un’astrattezza che richiama da vicino le esperienze metafisiche che al tempo si andavano compiendo in campo pittorico, oltre che architettonico.
Il complesso era stato progettato per ospitare, in epoca fascista, la Gioventù Italiana del Littorio e pertanto prevedeva spazi per il teatro, il cinema e le adunanze, oltre a locali per l’assistenza. Successivamente prevalse l’uso esclusivo a sala per rappresentazioni cinematografiche e teatrali.

Nel 2005 è stato affidato a Gritti Architetti un piano integrato di intervento destinato a riconfigurare il centro civico di Nembro e volto a riattivare le relazioni tra gli edifici e gli spazi aperti realizzati a partire dal 1934.
Il programma di intervento è stato da subito caratterizzato dalla scelta di recuperare l’ex cine-teatro Modernissimo come spazio pubblico.
Si è  realizzata una sala destinata prevalentemente alle rappresentazioni musicali, ma in grado di ospitare anche eventi teatrali con ridotte esigenze di scena, congressi, convegni e assemblee.
La struttura della gradinata è stata realizzata in cemento armato e rivestita in legno di bamboo.
I motivi del rivestimento in legno e un sistema di pannelli orientati collocati nel reticolo delle capriate e delle travi di rinforzo garantiscono la migliore risposta acustica della sala.
Sul palcoscenico, concepito come una scatola nera con un pavimento in legno chiaro, potrà essere accolta un orchestra di almeno 60 elementi o le attrezzature per lo svolgimento di attività congressuali.
Le cromie e le tessiture degli intonaci originari sono state recuperate grazie ad un attenta opera di campionatura.
Oggi il Modernissimo, la nuova piazza della Libertà, il giardino Moscheni, sono a tutti gli effetti il perno dell’estesa opera di riqualificazione del centro civico.

 

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